Questo tour tocca alcune delle principali città della Basilicata:

  • Ferrandina
  • Craco
  • Tursi
  • Valsinni
  • Chiaromonte
  • Roccanova
  • Aliano
  • Guardia Perticara
  • Cirigliano
  • Castelmezzano

Il percorso

Si parte da Ferrandina, percorrendo la E847 verso Craco, la città fantasma(città di quella zona collinare che precede l’Appennino Lucano, tra i monti e il mare) ove il panorama regala una gran varietà di terreni ma, principalmente, calanchi.

Si devia verso Tursi, attraverso la provinciale: zona di prevalenza collinare, sito al centro dei due grandi fiumi della regione, l’Agri e il Sinni.
Da cui prende il nome Valsinni (già bandiera arancione del Touring Club Italiano) che puntiamo “cavalcando” la SS653 e che domina proprio l’omonima valle.

Alle sue spalle si erge il monte Coppolo – facente parte del parco nazionale del Pollino – che, sulla propria sommità, ospita un’importante area archeologica.

Lasciata l’area alla nostre spalle, la prossima tappa è Chiaromonte – anch’essa nel parco –  che sorge su uno sperone roccioso, da cui sono state ricavate numerose grotte atte a conservare le riserve di vino rosso artigianale.

Una quindicina di km verdi e boschivi separano da Roccanova, la “città del vino” che conduce ad Aliano attraverso la SP89. Aliano, un tipico paese sui calanchi, noto per aver ospitato a lungo lo scrittore Carlo Levi. E proprio in suo onore, tante le iniziative legate al parco letterario omonimo, tra cui i viaggi sentimentali in quei luoghi ove questi fu confinato, accompagnati da degustazioni eno-gastronomiche di prodotti locali.

Il nuovo punto di arrivo è Guardia Perticara, condotti dalla strada Saurinia, inserita tra i borghi più belli d’Italia, anch’essa meritevole della bandiera arancione.

Per tornare tra i boschi dagli alti fusti, sorgenti e su un terreno prettamente montano è necessario imboccare la SP103, verso Cirigliano: un borgo datato accolto tra la Chiesa Madre e il castello. Il suo centro è accogliente e merita una sosta: eretto totalmente in pietra – che sia il castello i palazzi, le strade o le case -. Ciò perché la pietra viene estratta dalle cave, quindi si è sempre rivelata una materia prima ed essenziale per l’economia locale, artigianato incluso. Economia fatta anche di caci – caprini e ovini -, salumi e olio: il famoso olio di Majatica.

Ultimo ma non ultimo è Castelmezzano: piccolo ma grazioso, rende l’idea di entrare in un’altra dimensione: scale ripide, vicoli stretti, case arroccate e le piccole Dolomiti quasi a farne da guardia.

Come tanti altri paesi, anche questo si contraddistingue per la cucina! Il prodotto tipico è la salsiccia, declinata in numerose varianti. Oltre gli insaccati, meritevoli gli altri piatti di carne, tra cui l’agnello alle erbe e il capretto con patate alla brace. E se si vuole degustare altro, si consiglia la cuccia: a base di fave, grano, ceci e cicerchie.

Dulcis in fundo, le croccanti crostole al miele, un dolce tradizionalmente proposto ai banchetti nuziali.

Questo tour virtuale è terminato. Vi auguriamo possiate realmente percorrerlo e volare con la fantasia con gli altri che vi proponiamo!

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